L’ impatto ambientale dei Jeans
Amo i jeans. Tutti amano i Jeans. Chi non ama i Jeans?
Questo amore si riflette nel fatto che nel 2023 ne abbiamo acquistati ben 1,2 miliardi a livello globale. Ma dietro questi numeri sorprendenti, vale la pena chiedersi cosa comporta la produzione di ciascun paio di jeans.

Tutto inizia con le materie prime ovvero: il cotone,
la cui coltivazione negli Stati Uniti implica circa il 40% del budget per carburante e macchinari, contribuendo così alle emissioni di CO2 e altri gas serra.

Un ulteriore 35% viene speso in fertilizzanti e prodotti chimici, rendendo il cotone una delle colture più inquinanti del mondo, poiché assorbe il 16% dei pesticidi mondiali.

Circa il 20% del budget è investito nell’acquisto di semi,
di cui oltre il 90% è geneticamente modificato.

Se la matematica non é un opinione (ma potrei sbagliarmi) solo il 5% delle risorse va al lavoro manuale, il più delle volte svolto da lavoratori irregolari.
Dopo la raccolta, il cotone viene spedito in Cina, dove vengono prodotti la gran parte dei jeans di tutto il mondo.
Qui, il cotone viene cardato, filato e tinto con l’indaco, un colorante di origine petrolchimica, che rende i blue jeans così amati.
Questo processo richiede grandi quantità d’acqua, la quale, se non trattata, può contaminare fiumi e riserve idriche.

Finalmente abbiamo il nostro tessuto denim!
Ma lo sapevi che il tessuto viene trasformato in jeans attraverso oltre 37 operazioni di cucito?
Questo complesso metodo di lavorazione viene eseguito da lavoratori minorenni e sottopagati.
Infine, i jeans attraversano processi di finissaggio come sabbiatura e candeggio, che richiedono ulteriori 5.000 litri d’acqua. Una volta pronti, i jeans sono trasportati verso i centri di distribuzione, spesso ritornando negli USA, per poi raggiungere i negozi.
Tutto questo solleva una domanda: Siamo sicuri che un paio di jeans costi davvero solo 45 dollari?

Perché scegliere jeans sostenibili?
Sebbene i capi in denim siano da sempre un capo saldo nei guardaroba di tutto il mondo abbiamo anche visto come in realtà il loro impatto ambientale può causare una vera catastrofe per il nostro pianeta.
La crescente domanda di alternative più ecologiche ha sollevato interrogativi sulla tradizionale produzione dell’ industria del denim.
Queste alternative si concretizzano principalmente su 3 fattori:
- Materiali eco-consapevoli: I jeans sostenibili sono spesso realizzati in cotone biologico, fibre riciclate o materiali innovativi come il Tencel, derivato dalla polpa di legno.
Questi materiali non solo richiedono meno acqua, ma allo stesso tempo riducono il consumo di suolo e vengono coltivati e prodotti senza l’uso di pesticidi e sostanze chimiche nocive. - Processi di produzione innovativi: I brand stanno adottando tecnologie all’avanguardia come trattamenti laser e lavaggi con ozono per conferire al tessuto l’ aspetto vissuto senza l’eccessivo uso di acqua e sprechi chimici come il permanganato di potassio associati al processo tradizionale.
- Produzione etica: Molti brand sostenibili mettono al primo posto pratiche lavorative eque,
garantendo che i lavoratori ricevano una giusta retribuzione e operino in ambienti sicuri. Questo approccio etico eleva la sostenibilità complessiva dei prodotti e del sistema moda.

Marchi che guidano la rivoluzione del Denim Sostenibile: 5 brand di jeans sostenibili
Nudie Jeans
Brand svedese che realizza jeans sostenibili progettati per essere i tuoi “jeans per sempre”.
Come cita il sito: “Sono il tipo di denim che vorrai riparare, non sostituire. Il tipo che passerai ai tuoi figli e che loro, a loro volta, passeranno alle generazioni future. Non stiamo solo realizzando una collezione di vestiti; stiamo creando dei classici del futuro. Vestiti che diventano vintage, invece che spazzatura”.
Uno slogan affascinante che invita a riflettere sull’ aspetto consumistico e ossessivo dietro la moda “usa e getta”.
Il brand offre un servizio di riparazione gratuito per tutta la vita del prodotto e promuove il riciclaggio dei vecchi jeans.

Jeanerica
Un marchio olandese che produce denim sostenibile utilizzando materiali riciclati e cotone biologico, come il cotone organico. Inoltre, i jeans sono realizzati con la tecnica di lavaggio a laser per ridurre l’uso di acqua e sostanze chimiche.
Jeanerica promuove un modello di economia circolare attraverso il programma “Jeans for Life”, offrendo uno sconto sul prossimo paio di jeans se si restituisce il vecchio.



MUD Jeans
MUD sta per “Modello Unico del Denim”, il concetto alla base di questo marchio è quello del noleggio: scegli uno dei modelli proposti sul sito, indossalo quanto vuoi, paga una rata mensile di 7,50€ e al termine dell’anno decidi se tenerlo o restituirlo e riceverne uno nuovo.
I jeans restituiti passano al controllo qualità: se sono in buone condizioni vengono lavati, riparati e rimessi in vendita nel negozio vintage del brand oppure nel caso contrario i jeans non recuperabili vengono riciclati e ritrasformati in filato per produrne di nuovi. Questo sistema di noleggio promuove un economia circolare a tutto tondo prolungando l’uso dei capi e riducendo il consumo di risorse.

Par.co Denim
Finalmente in lista anche un marchio di jeans sostenibili made in Italy che utilizza solo cotone biologico e materiali sostenibili per creare jeans di alta qualità.
Par.co Denim si impegna a sviluppare un sistema di produzione a basso impatto ambientale grazie all’utilizzo di energia rinnovabile e alla riduzione dei rifiuti prodotti.



Everlane
Everlane non si limita a produrre denim, poiché sviluppa una gamma di abbigliamento diversificata.
Ho deciso di includerlo in questa lista per il suo straordinario impegno nell’empowerment femminile.
il marchio di stampo americano promuove una produzione etica e trasparente, utilizzando materiali eco-friendly e offre condizioni di lavoro sicure e dignitose per le donne che lavorano nella loro catena di approvvigionamento devolvendo una percentuale dei profitti a organizzazioni che supportano l’istruzione delle ragazze nei paesi in via di sviluppo.



Alcune consigli per prolungare la vita dei tuoi jeans:
Lo sai che i jeans non vanno lavati spesso?
Ma anzi secondo il CEO di Levi’s Chip Bergh i jeans non andrebbero mai lavati in quanto il tessuto si conserva meglio e si rovina meno col passare degli anni.
Lavarli troppo frequentemente quindi può far perder loro forma e vestibilità.
Per mantenere una vestibilità corretta e ridurre al minimo i cedimenti e le deformazioni, è consigliabile lavarli al massimo una volta ogni 10 utilizzi.
Per rimuovere le piccole macchie tra un lavaggio e l’altro, potete usare un panno umido con un vecchio spazzolino da denti con sapone di Marsiglia.
Ripara i tuoi jeans invece di sostituirli
Un semplice buco o una cucitura sgualcita non sono motivi sufficienti per gettare un paio di jeans. Considera invece di ripararli con l’aiuto di un sarto o usando tecniche di ricamo creativo per rendere il difetto parte del loro stile unico. Potete aggiungere patch o applicare delle toppe in tessuto per coprire le parti danneggiate e dare nuova vita ai vostri jeans.
Opta per materiali resistenti e duraturi
Quando acquisti nuovi jeans, opta per quelli con un’alta percentuale di cotone organico.
I jeans in 100% cotone tendono ad essere più rigidi, ma offrono una durata maggiore rispetto a quelli con percentuali di elastan o fibre sintetiche.
Ricicla i tuoi vecchi jeans
Quando è davvero il momento di dire addio ai tuoi vecchi jeans, invece di buttarli considera di riciclarli in modo creativo. Potresti trasformarli in una borsa, un cuscino o persino un tappeto! In questo modo, non solo eviterai di inquinare l’ambiente, ma darai loro una nuova vita utile.
Altre risorse utili:
Vuoi rendere il tuo guardaroba green ma non sai da dove iniziare? Leggi il mio articolo Guardaroba sostenibile da dove iniziare
Sei alla ricerca di brand sostenibili? Vai alla lista brand sostenibili


